C'è una notte, ogni anno, in cui a Spello quasi nessuno va a dormire. È quella che precede la domenica del Corpus Domini, quando centinaia di persone si chinano sul selciato del centro storico per comporre, petalo dopo petalo, tappeti e quadri di fiori lungo le vie che il mattino seguente saranno attraversate dalla processione. Al risveglio il borgo appare trasformato: un percorso continuo di colori e profumi che si snoda fra case di pietra rosa, archi e piazzette. Le Infiorate di Spello sono una delle tradizioni più affascinanti dell'Umbria, e viverle anche una sola volta lascia un ricordo difficile da dimenticare.
Una tradizione di secoli
Le radici della festa sono antiche. Le prime tracce risalgono all'inizio del Seicento, quando durante la processione del Corpus Domini si usava lanciare fiori al passaggio del Santissimo. Nell'archivio del Comune l'usanza di decorare le strade con i fiori è documentata nel 1831, e solo nel Novecento le semplici decorazioni si sono evolute nelle vere e proprie opere artistiche che si vedono oggi. Generazione dopo generazione, la tecnica si è affinata fino a diventare un patrimonio condiviso da tutta la comunità.
Il Corpus Domini è una festa mobile, legata al calendario della Pasqua, e cade fra la fine di maggio e la metà di giugno. Le infiorate si realizzano nella notte fra il sabato e la domenica, e il risultato è un lungo tappeto fiorito che si estende per circa due chilometri nel centro storico.
Tappeti, quadri e regole precise
Le opere si dividono in due grandi famiglie: i tappeti, lunghe composizioni che seguono l'andamento delle vie, e i quadri, vere e proprie immagini di grande formato che possono superare i cinquanta metri quadrati. Le regole sono rigorose: si possono usare soltanto elementi vegetali, cioè petali, foglie, erbe e semi, senza colle né coloranti artificiali. Le sfumature si ottengono accostando fiori di specie e tonalità diverse, a volte essiccati o sminuzzati per creare effetti di luce e di ombra.
Il lavoro comincia molto prima della notte della festa. Per settimane gli infioratori raccolgono fiori nei campi e sulle colline intorno al borgo, li separano per colore, li conservano al fresco e preparano i disegni su carta. Molti quadri raffigurano soggetti religiosi, ispirati spesso alla grande pittura italiana, ma non mancano composizioni geometriche e motivi decorativi. Le opere partecipano anche a un concorso, valutato da una giuria che tiene conto della qualità artistica e tecnica.
La notte delle infiorate
Il momento più suggestivo per chi visita Spello è proprio la notte. Dopo il tramonto i gruppi di infioratori, ciascuno con il proprio spazio assegnato, tracciano i contorni sul selciato e cominciano a riempire il disegno sotto la guida di chi ha più esperienza. Bambini, ragazzi, adulti e anziani lavorano fianco a fianco, alla luce dei lampioni e delle lampade, in un'atmosfera concentrata e insieme festosa. Passeggiare per le vie in quelle ore permette di vedere le opere nascere, e di capire quanta pazienza richieda ogni metro di tappeto.
All'alba le infiorate sono concluse e per alcune ore possono essere ammirate nella loro interezza. Poi passa la processione del Corpus Domini, che cammina sopra i fiori: è il senso stesso della festa, un'opera d'arte effimera creata per essere attraversata. Nel pomeriggio, quando i fiori cominciano ad appassire, di quello che si è visto resta soprattutto il profumo nelle strade.
Da La Collina a Spello
Spello dista circa 37 chilometri dalla nostra casa vacanze, una distanza che permette di vivere la festa nel modo che preferite. Chi vuole respirare l'atmosfera della notte può partire in serata e passeggiare fra gli infioratori al lavoro; chi preferisce vedere le opere finite può mettersi in viaggio all'alba della domenica. In entrambi i casi, il rientro a La Collina, nella quiete della campagna sopra la vallata del Tevere, è il modo migliore per lasciar sedimentare i colori di una giornata così intensa.
Le Infiorate di Spello, con il ritorno nella quiete
La Collina si trova a circa 37 km da Spello, in campagna sopra la vallata del Tevere. Quattro alloggi indipendenti con cucina, piscina panoramica stagionale e parcheggio privato gratuito.